Jeanne Moreau è morta: addio all’icona del cinema francese

Si è spenta all'età di 89 anni Jeanne Moreau, icona del cinema francese e simbolo della Nouvelle Vague. 'Con lei - scrive in una nota il presidente francese Emmanuel Macron diffusa dall'Eliseo - scompare un'artista che incarnava il cinema nella sua complessità, la sua memoria, la sua ambizione'

da , il

    Jeanne Moreau è morta: addio all’icona del cinema francese

    Jeanne Moreau è morta: addio all’icona del cinema francese simbolo della Nouvelle Vague. L’attrice nata a Parigi nel 1928 è scomparsa all’età di 89 anni. Musa di Louis Malle e di Francois Truffaut, è stata interprete di più di 100 pellicole, tra cui la leggendaria “Jules e Jim”. Anche il presidente francese, Emmanuel Macron, le ha reso omaggio: “Con lei – scrive in una nota diffusa dall’Eliseo – scompare un’artista che incarnava il cinema nella sua complessità, la sua memoria, la sua ambizione”.

    Chi è Jeanne Moreau

    Jeanne Moreau nasce a Parigi il 23 gennaio 1928. Cresciuta nella capitale francese occupata dai nazisti, si avvicina al mondo della letteratura e del teatro contro il volere paterno, entrando nella compagnia della Comédie-Française come più giovane attrice della troupe.

    L’esordio cinematografico avviene con film minori e attraverso ruoli altrettanto secondari come in Grisbi (1954).

    La carriera di Jeanne Moreau

    La svolta della sua carriera arriva grazie all’incontro con Louis Malle che la sceglie come protagonista in Ascensore per il patibolo (1957) e per il successivo Les amants (1958).

    Moreau continua la sua ascesa nel mondo del cinema con La notte (1960) di M. Antonioni; nello stesso anno viene premiata come migliore attrice a Cannes per la sua prova in Moderato cantabile – Storia di uno strano amore (1960).

    L’incontro con F. Truffaut ne sancisce la maturità. Già scelta per un cameo in I quattrocento colpi (1959), il registra francese le regala il ruolo della vita con Jules et Jim (1961).

    Gli anni ’60 sono quanto mai prolifici e pieni di collaborazioni con registri illustri, così si susseguono ruoli principali in Eva (1962) di J. Losey, Il processo (1962) di O. Welles, Fuoco Fatuo (1963) ancora diretta da L. Malle e in Il diario di una cameriera (1963) di L. Buñuel.

    Dopo tante pellicole di successo, gli anni ’90 di Jeanne si aprono con un film significativo: Luc Besson le concede un ruolo di contorno in Nikita (1990). L’anno dopo è invece W. Wenders a chiamarla nel suo road movie fantascientifico Fino alla fine del mondo (1991).

    Dopo 35 anni da La notte, riabbraccia Antonioni e Mastroianni nel corale Al di là delle nuvole (1995).

    Nel 2000 il Festival di Berlino la premia con l’Orso d’Oro alla carriera.

    Tra i suoi ultimi lavori, Il tempo che resta (2005) di F. Ozon, Gebo et l’ombre (2012) eLady in Paris (2013) opera che omaggia Parigi, il cinema francese e la stessa Moreau.