La partita del cuore: cantanti e calciatori in campo per la ricerca [FOTO]

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    La partita del cuore 2015 si è disputata ieri sera tra la Nazionale cantanti e la Nazionale dei campioni per la ricerca allo Juventus Stadium di Torino per sostenere la Fondazione Telethon. Un big match importante e significativo per la raccolta fondi (1,8 milioni di euro) a favore di Telethon. Juventus Stadium esaurito per una partita davvero avvincente e anche un po’ troppo accesa visto che era soltanto un amichevole. Tante star della musica, del calcio e del cinema sono scese in campo per la 24esima edizione della partita del cuore: dal sex symbol del cinema Raoul Bova al noto cantautore Eros Ramazzotti, dall’ex fantasista bianconero Alessandro Del Piero al rapper di Amici di Maria De Filippi, Moreno.

    Unica nota stonata della serata il mancato fair play in campo di un ex stella del calcio internazionale, Pavel Nedved. Il tunnel di Moreno all’ex calciatore della Juventus nonché Pallone d’oro 2003 ha scatenato l’ira di Nedved che si è subito dopo “vendicato” con un fallo piuttosto grave. Il gesto antisportivo dell’ex fuoriclasse della Vecchia Signora non è passato inosservato ai giocatori in campo che hanno subito rincorso l’arbitro Roberto Rosetti per chiedere il suo intervento. Si è sfiorata la rissa.

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    I cantanti si sono poi lamentati con i giornalisti: “Questa è una partita di solidarietà e lo stesso spirito ci dovrebbe essere in campo. Davvero non si capisce come un giocatore del calibro di Nedved possa aver fatto una cosa così, se si è campioni, lo si è per sempre”.

    Nella discussione si sono inseriti anche i due cantanti Eros Ramazzotti e Luca Barbarossa. Tra i due artisti c’è stato uno scontro piuttosto acceso sia in campo sia fuori. Solo volate parole grosse e minacce di morte come ha riferito l’ex marito di Michelle Hunziker sul suo profilo Instagram: “Quando una persona in un campo di calcio in una partita benefica ti dice: se mi ritocchi ti ammazzo qui davanti a tutti, tu che fai?? Prendi e te ne vai⁉️⁉️⁉️ Io non ho fatto altro che andare di fronte a lui dicendogli di uccidermi, né più né meno. Io sono buono, ma le ingiustizie e le minacce non le accetto. La sua reazione poteva e doveva essere molto più pacata ed intelligente. Comunque la vita va avanti – ha proseguito Eros -, ringrazio tutti quelli che ogni giorno fanno qualcosa per qualcuno che ce ne ha bisogno, senza fare i fenomeni e i giocolieri saltimbacchi prendendo per il culo gli altri, ma impegnandosi veramente con il cuore”.

    Luca Barbarossa ha poi ridimensionato il tutto con un post sulla sua pagina Facebook, chiedendo scusa a tutti e ribadendo il suo affetto per il collega Eros: “Ce ne scusiamo ovviamente, ma in una partita un momento di tensione può anche accadere. Sicuramente non lo abbiamo gestito bene. Chi è abituato a giocare dovrebbe sapere che poi finisce lì. Con Eros ci conosciamo da più di trent’anni, abbiamo un bel caratterino in campo. Questo non cambia di una virgola l’affetto che provo per lui”.

    Due brutti e vergognosi episodi che vanno condannati senza se e senza ma, aggravati dal fatto che si sono verificati proprio in occasione di un evento benefico per la raccolta fondi a favore di Telethon. Nedved, Barbarossa e Ramazzotti hanno perso una ghiotta occasione per fare bella figura e per dimostrare a milioni di telespettatori e soprattutto ai più piccoli quali siano realmente i veri valori dello sport e della solidarietà.

    La partita del cuore si è poi conclusa con uno spettacolare pareggio: 4-4. Come ogni partita di calcio che si rispetti, non sono mancate né le emozioni né le polemiche.