Morrissey annulla i concerti in Italia: sono stato minacciato con una pistola

Morrissey ha deciso di annullare le date italiane dei suoi concerti a causa del litigio che ha avuto pochi giorni fa con un esponente delle forze dell’ordine in Italia. Il musicista si è sentito aggredito e teme per la sua incolumità, qualora dovesse tornare nel Belpaese. La versione del poliziotto in questione è però totalmente diversa da quella rilasciata da Morrissey in un’intervista.

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    Morrissey annulla i concerti in Italia: sono stato minacciato con una pistola

    Morrissey annulla i concerti in Italia: sono stato minacciato con una pistola. Queste sono le pesanti affermazioni di Morrissey, ex membro dei The Smith, dopo la disavventura accadutagli qualche giorno fa. Il musicista britannico, stando alla sua descrizione dei fatti, è stato aggredito da un poliziotto che lo ha minacciato con una pistola, facendogli temere per la sua incolumità. A denunciare l’accaduto è stato prima il nipote del cantante, e poi Morrissey stesso, che si è sfogato con Rolling Stone America.

    Morrissey cancella i concerti in Italia

    Morrissey ha deciso di annullare le date italiane del suo tour, che lo avrebbe portato per ben 7 concerti nel nostro paese. Il musicista ha dichiarato di temere per la sua vita. “La ragione è ovvia: con psicopatici del genere a piede libero non mi sento al sicuro in Italia” – ha rivelato il cantante al sito Rolling Stone.

    La disavventura di Morrissey: guidava contromano a Roma

    Morrissey si è trovato ad essere protagonista di una disavventura proprio nel centro di Roma, dove era al lavoro per la registrazione del suo ultimo disco. Stando alle sue dichiarazioni, il musicista è stato ingiustamente trattenuto da un poliziotto, che per giunta l’avrebbe minacciato con una pistola.

    Secondo Morrissey, l’agente lo avrebbe fatto proprio per spaventarlo: “Mi ha riconosciuto e ha deciso di terrorizzarmi. Ho creduto davvero che volesse spararmi”. I dettagli di quanto accaduto sono poi stati resi noti dal nipote, Sam Esty Rayner, grazie ad un lungo post su Facebook.

    “L’altra sera alle 19:45 in Via del Corso, a Roma, il poliziotto che vedete in foto ha terrorizzato Morrissey per 35 minuti chiedendogli i documenti, che lui non aveva con sé. L’agente ha detto: “So chi sei”, e Morrissey ha risposto: “Conosco i miei diritti e so che non hai alcun motivo per fermarmi”. Ma il poliziotto ha iniziato a gridare facendo accorrere una folla di oltre 100 persone”.

    La ricostruzione del nipote di Morrissey termina con un’avvertenza: “devo mettere in guardia le persone da questo poliziotto pericoloso e aggressivo. Potrebbe uccidervi”.

    Morrissey, ecco cosa è accaduto secondo le forze dell’ordine

    La ricostruzione della polizia invece differisce notevolmente da quanto dichiarato da Morrissey e da suo nipote. Secondo la Questura, i due uomini sono stati fermati a bordo della loro auto mentre percorrevano contromano e a folle velocità l’affollatissima Via del Corso, dove molte persone erano affaccendate per i saldi estivi.

    “Dopo le prime verifiche, i poliziotti hanno contestato all’autista, il quale ha ammesso le proprie responsabilità, il verbale. L’altra persona invece ha mantenuto sin da subito un atteggiamento ostativo: cittadino inglese, ha insistito nel dire di non avere l’obbligo di declinare le proprie generalità né di dover esibire i documenti in quanto non aveva commesso alcun reato, stupito dal fatto di non essere stato peraltro riconosciuto” – si legge nella nota diffusa dalla Questura.

    “Dopo varie insistenze gli agenti, che parlavano inglese, hanno consentito per ben due volte all’uomo di effettuare telefonate in albergo e, facendosi passare l’interlocutore, hanno appreso che si trattava del noto cantautore britannico”.

    Non è tutto: durante i normali controlli, l’artista ha scattato alcune foto al poliziotto, reclamando ad alta voce: “Lei diverrà famoso”. In effetti, la sua foto è stata poi pubblicata da Sam Esty Rayner sul suo profilo Facebook, con un avvertimento per tutti coloro che potrebbero imbattersi in lui.