Randi Ingerman e il periodo buio: Sola e imbottita di medicinali

Lunedì 13 novembre, Randi Ingerman spegnerà 50 candeline. Per festeggiare il traguardo, la showgirl ha concesso un'intervista a Vanity Fair in cui si racconta a 360 gradi non tralasciando il periodo più difficile della sua vita. La morte del padre, del fratello, della nipotina e la battaglia contro l'epilessia non hanno abbattuto la bellissima ex modella

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    Randi Ingerman e il periodo buio: Sola e imbottita di medicinali

    “Sola e imbottita di medicinali”, Randi Ingerman racconta il suo periodo buio dopo la morte del padre, del fratello e della nipotina. La modella e attrice statunitense naturalizzata italiana che lunedì spegnerà 50 candeline ha concesso una lunga intervista a Vanity Fair in cui parla apertamente dei suoi problemi di salute, la sua battaglia contro l’epilessia ma anche il suo amore per la vita. “Mi alzo e cerco una piccola gioia. Anche per un tramonto, ne vale la pena“.

    Gli ultimi anni per Randi Ingerman sono stati molto difficili. “Fino a 40 anni mi sono sentita sul tetto del mondo. Ero sana, bellissima e innamorata. Qualche tempo dopo, mi sono ritrovata imbottita di medicinali, in preda alle paranoie, sola e costretta a stare in casa”, ha raccontato la modella dagli occhi verde smeraldo, particolarmente segnata dagli ultimi avvenimenti della sua vita.

    Randi Ingerman e la morte del fratello e la nipotina

    Da tanti anni è lontana dai riflettori, ma il suo viso è difficile da dimenticare. Randi Ingerman il 13 novembre compirà 50 anni e per l’occasione ha deciso di raccontarsi a Vanity Fair.

    Raccontarsi vuol dire affrontare anche temi delicati come la morte del padre quando aveva 28 anni, l’unico uomo che “per tutta la vita mi ha fatto sentire la persona più importante del mondo”, ma anche la scomparsa del fratello per overdose di antidepressivi e quella della nipotina che è stata allattata da una mamma tossicodipendente.

    Randi Ingerman e la lotta contro l’epilessia

    Randi ha approfondito anche il tema dell’epilessia, di cui soffre dal 2006. “Dopo otto anni di ricerche vane, una dottoressa ha trovato la diagnosi: epilessia causata da malformazione del lobo temporale sinistro. “Dobbiamo operarti”, mi ha detto, “e toglierti un pezzo di cervello”. Per ora, visti i rischi ed effetti collaterali dell’operazione, ho detto di no”, ha raccontato al magazine Condè Nast.

    Per ora mi curo con olio di canapa prodotto in America perfettamente legale, contenente Cbd… Da quando lo prendo, non ho avuto crisi. Speriamo continui così “, ha continuato la 49enne ammettendo che grazie a queste gocce sia molto più equilibrata.

    “Quando prendevo i medicinali che mi alteravano l’umore, venivo raccolta dall’ambulanza un giorno sì e uno no. Mi ritrovavo incazzata e lunatica in un letto d’ospedale. Un giorno ho minacciato la mia segretaria di buttarla dal balcone. E in alcuni momenti non volevo esserci più”.

    Randi Ingerman e il sogno infranto di diventare mamma

    Un altro dolore nella vita Ingerman è il sogno infranto di poter diventare mamma “dopo tre aborti spontanei”.

    “Ho sofferto, ho pianto, ma alla fine ho accettato il mio destino. Dio vuole qualcos’altro per me. Non un figlio, ma la possibilità di aiutare altri bambini”.