Raoul Bova condannato per evasione fiscale: Non sono un delinquente

A una settimana dalla decisione del giudice monocratico del tribunale di Roma che lo ha condannato a un anno e 6 mesi per evasione fiscale, Raoul Bova ha raccontato la sua versione dei fatti su Instagram attaccando poi la stampa colpevole di aver calpestato la sua dignità, trattandolo come 'un delinquente comune e un truffatore'

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    Raoul Bova condannato per evasione fiscale: Non sono un delinquente

    Raoul Bova condannato per evasione fiscale: “Non sono un delinquente” afferma l’attore via social. A una settimana dalla decisione del giudice monocratico del tribunale di Roma che lo ha condannato in primo grado a un anno e 6 mesi per un reato di natura fiscale, il 45enne ha raccontato la sua versione dei fatti su Instagram. Raoul Bova nel post, poi rimosso, attacca poi la stampa, colpevole di aver calpestato la sua dignità, trattandolo come “un delinquente comune e un truffatore fiscale, coinvolgendo nel disonore la mia famiglia e provocando la rottura di miei importanti contratti pubblicitari”.

    Raoul Bova su Instagram si difende dalle accuse di evasione

    “Il silenzio, in alcuni casi, suona come una condanna ed è per questo che voglio precisare alcuni fatti” ha esordito Raoul Bova su Instagram nel lungo post dedicato alla sua condanna per evasione fiscale, che però poi è stato rimosso dall’attore romano.

    “È da anni che subisco continui controlli, sequestri preventivi, interrogatori e richieste di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, risultate e giudicate poi infondate”.

    “Preciso che ho sempre pagato il dovuto e non sono stato condannato per evasione fiscale (nè per altri reati), ma sono stato condannato in primo grado semplicemente a causa di un contratto che ho stipulato con la mia società di produzione che curava e gestiva, in assoluta trasparenza, la mia immagine: contratto lecito e utilizzato da moltissimi protagonisti del mondo dello spettacolo in Italia e all’estero” ha argomentato Bova che, ha rotto così il silenzio sulla sua situazione giudiziaria.

    “Il Tribunale penale di Roma ha ritenuto tale contratto, suggerito e gestito dal mio commercialista dell’epoca, illecito, mentre altri Giudici, quelli Tributari di Roma, lo hanno considerato a tutti gli effetti lecito e valido. Sono colpevole solo di non essermi laureato in Economia e Commercio e di non essere stato in grado di gestirmi da solo la contabilità. Mi sono affidato ad un professionista che ha operato, per quanto nelle mie conoscenze, in completa trasparenza. Vedremo quello che succederà nei prossimi gradi di giudizio”.

    “Spero che i giudici dell’Appello restituiranno spazio alla certezza del diritto” si è augurato infine il protagonista di “Ultimo”, che rischia di dover restituire al fisco, rispetto ai 680 mila euro ritenuti evasi, circa un milione e mezzo a causa degli interessi maturati nel corso degli anni.

    “Così come spero che la mia dignità, ingiustamente trascurata e addirittura calpestata, ritorni ad avere il rispetto che merita anche da parte dei poteri mediatici, che mi hanno trattato come fossi un delinquente comune e un truffatore fiscale, coinvolgendo nel disonore la mia famiglia e provocando la rottura di miei importanti contratti pubblicitari”.

    A conclusione del post, Bova si è detto comunque fiducioso nella giustizia: “Malgrado tutto ho fiducia nella giustizia e attendo che i miei diritti e la mia immagine vengano ripristinati da una giusta sentenza nel rispetto dei tempi e delle regole”.

    Raoul Bova, le foto dell'attore