Sanremo 2018, prima serata: il Festival di Michelle Hunziker e Fiorello

da , il

    Sanremo 2018, prima serata: il Festival di Michelle Hunziker e Fiorello

    Dopo tanta attesa, si sono aperte le danze per Sanremo 2018. Il Festival, condotto sulla carta da Claudio Baglioni, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, si è rivelato, in realtà, il Sanremo di Michelle Hunziker. Anzi, di Michelle Hunziker e Fiorello. Quest’ultimo, ospite d’onore della serata di apertura, si è dimostrato, per l’ennesima volta, il più bravo showman italiano, capace di rimediare all’imprevisto (l’irruzione sul palco di un uomo del pubblico pochi secondi dopo l’inizio della diretta) e riempire la scena leggendo un messaggio su whatsapp.

    Fiorello è Fiorello, c’è poco da dire. Peccato non averlo tutte le sere, anche imbalsamato andrebbe bene, darebbe comunque un tocco in più e salverebbe capre e cavoli nei momenti di noia che, purtroppo, rischiano di esserci, specialmente quando a parlare è il direttore-dittatore-dominus Claudio Baglioni.

    Eh già, perché il povero Claudio, benché sul fine serata abbia corretto il tiro, ha portato a casa un esordio, televisivamente parlando, lento e pesante. Il discorso iniziale, troppo retorico e a tratti autocelebrativo, ha azzoppato il ritmo. A dire il vero, la sigla già non prometteva bene. Se l’idea di farla cantare ai 20 Big in gara poteva essere carina, purtroppo la resa non è stata altrettanto.

    Per fortuna, però, a restituire linfa vitale allo show ci ha pensato Michelle Hunziker. Entrata in scena dopo l’apertura di Fiorello, dopo il monologo soporifero di Baglioni e un’uscita un po’ fredda di Favino, la svizzera ha fatto capire, sin da subito, chi comanda, ops, chi conduce: lei. Sanremo 2018 è il Festival di Michelle Hunziker, vera padrona di casa. In un attimo, ha trasformato i colleghi in spalle e ribaltato decenni di stereotipi: da sempre la donna del Festival, conduttrice o valletta che sia, rischia di essere incasellata alla voce ‘tappezzeria’.

    Hunziker, invece, dimostra l’esatto contrario. Conosce il mezzo televisivo, lo gestisce e a tratti ci gioca; ha ritmo e non sbaglia mai i tempi; davanti all’imprevisto intrattiene il pubblico, scende in platea e dà un bacio al marito. Piccole cose, più o meno studiate più o meno spontanee, che oliano l’ingranaggio e mandano avanti lo spettacolo senza intoppi e in modo più che fluido.

    Perché, dunque, non affidare la kermesse canora solo a lei? Non è dato sapere se in RAI qualcuno abbia partorito un pensiero simile. Di certo, non sarebbe stato bello per l’azienda ricorrere – ancora una volta – a una donna Mediaset e affidarle il programma più importante dell’anno. Allo stesso tempo, però, è evidente che a reggere le sorti dello show sia (stata, fino ad ora; vedremo da questa sera in poi) la signora Trussardi.

    Lodi a parte per Michelle, è giusto spendere due parole positive anche su Baglioni: quando canta è piacevolissimo. Il ruolo del direttore artistico gli calza a pennello, un po’ meno quello di mattatore-conduttore. Il duetto con Fiorello è stato divertente, quello con Morandi sulle note di Bacalov emozionante; un po’ meno la gag con Pierfrancesco Favino, troppo lunga e a tratti ripetitiva. Ciononostante, ha permesso a Favino di sciogliersi, entrare nel vivo della serata e dimostrare di essere – anche – un bravissimo cantante, forse persino un bravo showman (in nuce).

    Un plauso a Laura Pausini, la quale, chiamando in diretta per confermare la sua presenza nella serata di sabato per la finale, ha messo a tacere le voci circa una presunta rivalità con Fiorello. Secondo i rumors, infatti, la star di Solarolo non si sarebbe presentata volutamente per evitare di dividere il palco della prima serata con Fiorello e non rischiare, così, di essere oscurata. Come spesso accade durante Sanremo, tutte chiacchiere (ma resta sempre viva la regola aurea: purché se ne parli).

    Poco da dire su luci, palco e regia (affidata a Duccio Forzano): eccelsi.

    Non sappiamo ancora cosa ci riserverà la seconda serata: al momento, l’unica certezza è l’Auditel. 11 milioni 603 mila telespettatori, pari al 52.1% di share: il Sanremo di Baglioni è piaciuto. Bisognerà vedere come risponderà il pubblico senza l’effetto Fiorello. Riuscirà Michelle Hunziker a portare avanti la baracca? La sensazione è che Claudio Baglioni, piano piano, si defilerà fino a rivestire solo il ruolo di direttore artistico, di capogruppo, con qualche incursione sul palco per duettare con i colleghi ospiti. Pierfrancesco Favino prenderà sempre più spazio, ma a trionfare sarà solo lei: Michelle, la regina del Festival.