Winona Ryder: Da piccola mi picchiavano perché mi vestivo da maschio

Winona Ryder confessa alcuni brutti episodi che ha vissuto da ragazzina, quando ancora frequentava la scuola media. Dopo aver indossato un vestito da maschio, è stata picchiata da alcuni suoi compagni. Molti anni più tardi, si è vendicata in grande stile.

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    Winona Ryder: Da piccola mi picchiavano perché mi vestivo da maschio

    Winona Ryder: Da piccola mi picchiavano perché mi vestivo da maschio. Questa è la dura confessione di una delle attrici più seguite in questi ultimi mesi. Grazie al grande successo della serie tv Stranger Things, la splendida Winona Ryder ha deciso di aprire il suo cuore ai tanti fan che la amano. Ed ecco emergere un terribile episodio della sua giovinezza, che l’ha vista protagonista di una violenza ingiustificata da parte di alcuni compagni di classe.

    Winona Ryder, la confessione sul bullismo

    Anche le grandi star dello spettacolo possono avere alle spalle un passato traumatico. Winona Ryder lo ha rivelato nella sua biografia, scritta da Nigel Goodall. Il titolo del libro è Winona Ryder: The Biography, e raccoglie alcuni episodi della sua giovinezza.

    Tra questi, anche il terribile atto di violenza di cui è stata vittima da ragazzina, quando frequentava la Kenilworth Junior High di Petaluma, in California. La piccola Winona aveva un taglio di capelli da maschiaccio, e portava abiti molto poco femminili.

    “Indossavo un completo da maschio comprato in un negozio Salvation Army. Stavo andando in bagno, quando sentii delle voci che mi urlavano contro: ‘Fro*io’. Mi hanno sbattuto la testa contro un armadietto. Sono caduta a terra e hanno continuato a darmi dei calci. Sono serviti dei punti di sutura. La scuola ha sbattuto fuori me e non i bulli”.

    Ma Winona Ryder ha proseguito a testa alta, e solo diversi anni dopo si è presa una dolce rivincita: “Una volta una delle ragazze che mi prendeva in giro mi vide in una caffetteria e mi disse: ‘Winona, Winona, posso avere un tuo autografo?’. E io le risposi: ‘Ti ricordi di me? Ti ricordi quando in seconda media picchiavi quella bambina?’. E lei: ‘Più o meno’. ‘Bene, quella ero io. Ora vai a farti fot*ere’”.