21 Savage, il famoso rapper è stato arrestato: ‘È britannico’

Il giovane rapper è stato fermato dalle forze dell'ordine poche ore prima dell'inizio del Super Bowl. Da un controllo sui suoi documenti, è emerso che 21 Savage risiede illegalmente degli Stati Uniti da più di dieci anni.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Lunedì 4 febbraio 2019

21 Savage, il famoso rapper è stato arrestato: ‘È britannico’
Foto: Ansa

Si fa chiamare 21 Savage, ma il suo vero nome è Shayaa Bin Abraham-Joseph. È una stella del rap negli Stati Uniti, ma ora è finito in manette e rischia l’espulsione. Il motivo? La sua cittadinanza britannica. Poche ore fa, appena prima dell’inizio dell’attesissimo Super Bowl 2019, il rapper 21 Savage è stato fermato per un controllo e dai suoi documenti è venuto alla luce che si trova sul suolo americano in maniera illegale.

21 Savage espulso dagli States?

I media americani hanno diffuso la vicenda che vede protagonista il rapper 26enne conosciuto con lo pseudonimo 21 Savage. Ieri il ragazzo è stato arrestato ad Atlanta ed è in custodia presso l’Immigration and Customs Enforcement della Georgia, in attesa che le corti federali dell’immigrazione decidano delle sue sorti.

Il rapper è stato infatti sorpreso con i documenti scaduti, secondo i quali sarebbe sul territorio statunitense in maniera illegale ormai da più di dieci anni. Stando a quanto riportato dalla stampa, nel 2005 Shayaa avrebbe ottenuto un visto della durata di un anno, al termine del quale non è mai stato rinnovato. Ma il cantante è rimasto comunque negli Stati Uniti.

Sulle sue origini vige ancora il mistero. Secondo alcuni sarebbe nato ad Atlanta, ma nelle ultime ore i media hanno parlato di origini caraibiche. Pare che 21 Savage sia nato nell’isola Dominica, ex colonia inglese. E proprio il passato coloniale dell’isola avrebbe permesso al rapper di avere la cittadinanza britannica.

Il suo avvocato Dina LaPolt ha rilasciato una breve dichiarazione: “Stiamo lavorando per fare uscire il signor Abraham-Joseph dalla prigione, stiamo dialogando con le autorità per dissipare ogni malinteso”.