Alfonso Signorini: “E’ dura essere un gay cattolico”

Nei giorni scorsi, durante la sua intervista a Kalispera, fatta eccezionalmente da Maria De Filippi, Alfonso Signorini ha raccontato com’è la vita di un «omosessuale cattolico praticante».

Pubblicato da Vasta Maria Sabato 29 gennaio 2011

Essere omosessuali e cattolici nel nostro Paese non è decisamente una cosa facile, ed Alfonso Signorini, conduttore della trasmissione Kalispera, ne sa di certo qualcosa. Nella scorsa puntata di questa fortunata trasmissione, il Signor Signorini, intervistato eccezionalmente dalla sanguinaria Maria De Filippi, ha voluto spiegare come sia la vita di un «omosessuale cattolico praticante». Che la Chiesa non accolga esattamente a braccia aperte la comunità Lgbt è ormai un dato di fatto, e ovviamente questo può rendere molto complicati i rapporti.

«Essere cattolici e gay non è facile, non perché la chiesa non accolga i peccatori: Dio è accoglienza, è più mamma che papà, ma è il fatto che ogni volta devi avere un confronto con il sacerdote che imbarazza sempre un po’”, ha spiegato Signorini.

Sarò pignola, ma il fatto che un omosessuale definisca sé stesso e la comunità omosessuale intera come dei “peccatori” mi sembra quantomeno strano, non trovate?

Signorini, durante la sua intervista a Kalispera, afferma che i sacerdoti in realtà non hanno assolutamente nulla contro gli omosessuali (su questo punto mi permetto davvero di dissentire) ma che in realtà sono contro chi ha rapporti intimi prima del matrimonio e senza scopo riproduttivo: “Ogni volta devi ammettere la tua colpa e chiedere scusa a Dio ma – ha concluso – non lo vivo mai bene».

Voi cosa ne pensate delle affermazioni del famoso conduttore?