Amy Winehouse: l’indagine sulla sua morte dichiarata “illegale”?

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    Amy Winehouse: l’indagine sulla sua morte dichiarata “illegale”?

    Nuove indiscrezioni intorno alla morte di Amy Winehouse. Come tutte voi ben saprete, la famosa cantante è stata trovata morta nella sua abitazione di Camden, a Londra, lo scorso 22 luglio 2011, ma nei giorni scorsi sono emersi nuovi interessanti dettagli in merito a questa spinosa vicenda. A quanto sembra l’indagine sulla morte della famosa artista potrebbe infatti essere dichiarata illegale, a causa della scelta del coroner.

    Sembra infatti che Suzanne Greenaway, la vice-assistente di Andrew Scott Reid (che per inciso, sarebbe suo marito), il medico e Coroner di Inner North London, abbia eseguito le indagini sulla morte della cantante senza avere i requisiti necessari per farlo.

    Ma facciamo un passo indietro e scopriamo cosa è realmente accaduto. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dal “The Sun”, la Greenaway sarebbe stata nominata dal marito senza possedere in realtà i requisiti necessari previsti dalla legge britannica per svolgere tale incarico.

    Secondo la legge infatti, la donna avrebbe potuto essere nominata assistente solo se fosse risultata iscritta alla ‘Law Society‘ da almeno cinque anni, e se avesse avuto almeno cinque anni di esperienza come medico qualificato.

    Non è la prima volta che Andrew Scott Reid nomina la moglie Suzanne Greenaway come assistente del medico legale, e sono circa una trentina i casi che potrebbero essere riaperti a causa di questo illecito. Fra i casi in questione, vi è ovviamente anche quello che riguarda la cantante morta all’età di ventisette anni, Amy Winehouse, morta per abuso di alcool otto mesi fa.

    Dal canto suo, il coroner Andrew Scott Reid ha così commentato l’accaduto: “Lo scorso novembre è emerso che ho commesso un errore nella procedura della nomina, ma sono assolutamente convinto che tutte le inchieste sono state gestite in maniera corretta. Comunque, chiedo scusa se questa incresciosa situazione può aver provocato angoscia a qualcuno”.