Angelina Jolie in Giordania tra i profughi siriani con le figlie Zahara e Shiloh

Angelina Jolie accompagnata dalle figlie Zahara e Shiloh è stata ospite del campo di Zaatari, in Giordania, che ospita i rifugiati siriani. L'attrice, da anni ambasciatrice delle Nazioni Unite, ha lanciato un appello affinché si ponga fine alla guerra che va avanti da anni in Siria

Pubblicato da Monica Monnis Martedì 30 gennaio 2018

Angelina Jolie in Giordania tra i profughi siriani con le figlie Zahara e Shiloh
Ansa / foto

Angelina Jolie in Giordania tra i profughi siriani con le figlie Zahara e Shiloh. Continua l’impegno umanitario dell’attrice, da anni ambasciatrice delle Nazioni Unite. L’ex moglie di Brad Pitt ha fatto visita al campo che ospita i rifugiati siriani a Zaatari. Angelina Jolie nel corso del suo discorso ha avuto parole di incoraggiamento per gli ospiti del campo, dicendo di essere “molto fiera” di loro.

Angelina Jolie in Giordania: Basta violenza

Angelina Jolie visits Syrian refugee camp in Jordan
Ansa / foto

Sono anni che Angelina Jolie si batte per i più bisognosi. L’attrice si è recata in prima persona nel campo di Zaatari, in Giordania, che ospita i rifugiati siriani, dove ha lanciato un appello affinché si ponga fine alla guerra che va avanti da anni in Siria. Al momento sono ben 5,5 milioni i siriani ospitati in Giordania, Libano e negli altri Paesi mediorientali limitrofi.

L’attrice, da anni ambasciatrice delle Nazioni Unite, ha ricordato che gli aiuti umanitari non sono “una soluzione di lungo termine”. “L’UNHCR non ha le risorse necessarie nemmeno per occuparsi dei beni di prima necessità per la sopravvivenza delle famiglie, lo scorso anno ha ricevuto solo il 50 per cento dei fondi di cui necessita e appena il sette per cento quest’anno”, ha specificato l’attrice, che ha voluto portare con sè le sue due figlie più grandi.

“Dopo sette anni di guerra la maggior parte dei rifugiati siriani ha esaurito i suoi risparmi. La gran parte di loro vive al di sotto della soglia di povertà, con meno di tre dollari al giorno. Immaginate cosa vorrebbe dire per le vostre famiglie. Significa che non si hanno soldi per il cibo, i bambini non possono ricevere cure mediche, le ragazze sono vulnerabili e condannate a matrimoni precoci e molti siriani affronteranno un altro inverno senza un adeguato rifugio”.

Zahara e Shiloh, hanno accompagnato la madre in Giordania, proprio come successo mesi fa in Cambogia. “Hanno passato il tempo a parlare e giocare con i bambini della loro età che sono stati costretti ad abbandonare le loro case, i cui familiari sono stati uccisi o scomparsi, e che stanno lottando con il trauma e la malattia, ma che alla fine della giornata sono soltanto bambini, con le stesse speranze e diritti dei bambini di ogni altra nazione”.

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