Carlo Conti si racconta: Ho perso mio padre a 18 mesi, mia madre mi ha cresciuto senza una lira

Carlo Conti è sempre stato molto geloso della sua vita lontano dal palcoscenico, tanto che nonostante sia uno dei conduttori più apprezzati e presenti sul piccolo schermo, non sappiamo molto del suo privato. In una rara intervista il conduttore toscano si racconta a cuore aperto

Pubblicato da Monica Monnis Lunedì 15 gennaio 2018

Carlo Conti si racconta: Ho perso mio padre a 18 mesi, mia madre mi ha cresciuto senza una lira
Ansa / foto

“Ho perso mio padre a 18 mesi, mia madre mi ha cresciuto senza una lira”: Carlo Conti si racconta in una rara intervista sulla sua vita privata. Sempre molto riservato e geloso dei suoi affetti, è molto difficile, quasi impossibile storcere al conduttore toscano aneddoti e ricordi del suo passato. Ecco perchè le ultime dichiarazioni di Carlo Conti sulla sua famiglia, dalla perdita del padre al sostegno della madre Lolette, passando per l’amore per la moglie Francesca Vaccaro e il figlio Matteo, non sono passate inosservate.

Carlo Conti parla della sua infanzia

Avendo la possibilità di vederlo dietro lo schermo molto spesso, ci sembra quasi di conoscerlo, anche se in realtà sono pochissime le cose che sappiamo di lui e del suo privato. Per la prima volta Carlo Conti parla di se stesso e della sua vita, a paritre dalla perdita del papà quando aveva solo 18 mesi, di cui purtroppo non ha nessun ricordo.

La madre Lolette si è presa cura di lui e gli ha “dedicato la sua vita”, come dichiara il 56enne al Corriere della Sera. “Mi fece da madre, ma soprattutto da padre. Non aveva una lira: aveva speso tutto in cure sperimentali, inutili. Avrebbe potuto gettarsi dalla finestra con me in braccio”, ha raccontato Carlo, che ha perso la madre quando aveva 40 anni.

“Tornata a casa dal funerale, trovò nella cassetta della posta 500 lire. Si convinse che le avesse messe santa Rita. Trovò nella fede la forza di continuare”, ha poi svelato lo storico conduttore del Festival di Sanremo.

“Durante la guerra aveva preso un diploma da ostetrica. Portava me a dormire dalla zia e andava a fare assistenza notturna in ospedale. La zia stava a San Frediano, il quartiere popolare di Firenze, oltre l’Arno: ricordo l’alluvione del ‘66, l’odore di fango e cherosene. Per arrotondare mamma faceva la donna di servizio. La famiglia che l’aveva assunta andava in vacanza a Castiglioncello e a San Martino di Castrozza, e portavano pure me”.

“Non mi sono mai sentito sfortunato. Mamma mi ha trasmesso la leggerezza e l’amore per la vita, oltre all’attenzione per chi aveva meno di noi”, ha poi continuato ricordando l’amatissima madre.

“Era una donna dura, se necessario. Un giorno trovai un pacchetto di Muratti Ambassador sul frigo. Mi disse: “Prima che lo facciano gli amici, ho pensato di farti provare io”. Mentre accendevo, aggiunse: “Sappi però che il tuo babbo con il fumo c’è morto”. Cominciai a tossire. È stata la prima e ultima sigaretta della vita”.

Carlo Conti: Giocando con Pieraccioni mi accorsi di non avere il papà

Eppure l’assenza del padre si è fatta sentire spesso, come quando a 22 anni giocava a tennis con l’amico Leonardo Pieraccioni. “Arrivò il suo babbo, si mise dietro di lui e cominciò a incoraggiarlo: batti meglio, forza il dritto. Venni a rete a raccogliere una pallina, mi voltai indietro, e compresi che io una figura così non l’avevo”, ha raccontato non riuscendo a trattenere la commozione.

Carlo Conti e la famiglia: l’amore per Francesca e Matteo

Carlo Conti e Francesca Vaccaro si sono sposati nel giugno 2012 e un anno dopo è arrivato il piccolo Matteo.

“Era aiuto-costumista a Domenica In. Abbiamo avuto una storia. Poi in me è prevalso l’istinto dei single. Alla fine sono tornato indietro. Lei c’era”, ha raccontato Conti prima di parlare del suo Principino di 4 anni. “E mi chiama babbo. Appena ne compie sei andiamo tutti a vivere a Firenze”.

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