È morto il maestro Pippo Caruso, il ricordo di Pippo Baudo

Il maestro Pippo Caruso, celebre musicista e direttore d’orchestra, si è spento a 82 anni. Aveva lavorato in televisione per moltissimo tempo, in trasmissioni di grande successo quali Canzonissima e il Festival di Sanremo. Pippo Baudo lo ricorda come un grande amico.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Martedì 29 maggio 2018

È morto il maestro Pippo Caruso, il ricordo di Pippo Baudo
Ansa / foto

È morto il maestro Pippo Caruso, aveva lavorato per tanti anni al fianco di Pippo Baudo. Il celebre musicista e direttore d’orchestra si è spento a 82 anni la scorsa domenica 27 maggio 2018 a Passo Corese, in provincia di Rieti. La notizia arriva dal suo caro amico Pippo Baudo, che con lui ha collaborato a molte grandi produzioni televisive degli ultimi decenni. I funerali si terranno questo pomeriggio alle ore 16 nella chiesa Santa Croce di Passo Corese.

Pippo Caruso, il ricordo di Pippo Baudo

Dopo aver dato notizia della morte del direttore d’orchestra, Pippo Baudo ricorda il suo caro amico con alcune dolci parole: “Ha segnato la storia della nostra canzone, un’epoca importante dello spettacolo e della cultura in Italia. Con lui se n’è andato un amico fraterno”.

Pippo Caruso, nato il 22 dicembre 1935 a Belpasso, in provincia di Catania, ha esordito in televisione nel 1973 scrivendo la sigla Ruota libera per Canzonissima. Da quel momento ha iniziato a collaborare con Pippo Baudo, seguendolo in varie trasmissioni televisive, tutte di grande successo.

Tra i suoi più importanti traguardi ricordiamo il lancio di Heater Parisi e Lorella Cuccarini, per le quali ha scritto numerosi balletti e canzoni. Inoltre Pippo Caruso ha scritto il celebre jingle di Sanremo del 1995. Il maestro è stato direttore delle più importanti orchestre italiane: ha diretto quella sinfonica della Rai e del Festival di Sanremo, ma anche quelle di Roma e del Lazio.

Inoltre Pippo Caruso ha scritto canzoni per moltissimi artisti italiani, quali ad esempio Domenico Modugno, Mia Martini, Enzo Jannacci, Eduardo De Crescenzo e Ornella Vanoni.