Fabrizio Frizzi, post choc di Pupo su Instagram: “Oggi gli ipocriti ti rimpiangono”

È un durissimo sfogo quello di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, dopo la morte di Fabrizio Frizzi che lascia un sapore di amarezza per un’esistenza ancora incompiuta, i cui retroscena non sono tutti rose e fiori. Così ricorda il suo amico che non c’è più, e con cui ha condiviso gioie e dolori di un palcoscenico che non sempre protegge le menti più deboli e sensibili.

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    Fabrizio Frizzi, post choc di Pupo su Instagram: “Oggi gli ipocriti ti rimpiangono”

    Pupo sceglie di dire addio a Fabrizio Frizzi con un tagliente post su Instagram. Un saluto a quell’amico che ha vissuto con il sorriso di sempre allori e polvere della sua professione. Parole intrise di rabbia e dolore che accendono una luce diversa sul trascorso professionale del conduttore scomparso, che non sarebbe sempre facile.

    Le parole di Enzo Ghinazzi sui social

    Non sono certo le parole che tutti si aspetterebbero, quelle di Pupo, al secolo Enzo Ghinazzi, che ricorda sui social l’amico Fabrizio Frizzi, morto a 60 anni per un’emorragia cerebrale.

    Uno sfogo non convenzionale e forse non politically correct, che va a infrangersi contro l’assordante muro di silenzio per una morte prematura, ingiusta, ma che lascia aperta la porta a un’altra lettura della vita professionale di Frizzi: “Abbiamo condiviso momenti professionali meravigliosi ed altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato. Non ho parole fratello”.

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    Si chiude così il mesto saluto di Pupo, che si assesta come un macigno, in piena antitesi al ritratto ‘dorato’ della vita di Fabrizio che tutti hanno potuto ascoltare per voce di quanti lo hanno ricordato in queste ore, primo fra tutti l’amico e collega Pippo Baudo.

    Inevitabile l’accendersi di domande per cui, forse, non è questo il tempo di cercare risposte: a chi si riferiscono le accuse di ipocrisia del cantante? Intanto continua la lunga fila di persone che, da tutta Italia, si sono assiepate in Viale Mazzini a Roma, per porgere un ultimo saluto al conduttore presso la sede Rai in cui è stata allestita la camera ardente.