Franca Leosini: “Quella volta che la tv si è accesa da sola…”

Franca Leosini , la popolare giornalista e conduttrice del programma 'Storie maledette' si racconta in una lunga intervista, dagli esordi al programma che le ha regalato la fama e un popolo di fan accaniti, i 'leosiners'. Dietro ogni puntata, un lavoro maniacale che dura mesi, cercando di mantenere sempre intatta la sua umanità, anche davanti alle storie più drammatiche: 'Dopo la storia di Mary Patrizio, a telecamere spente, piansi per un quarto d'ora'

Pubblicato da Giulia Martensini Lunedì 26 marzo 2018

Franca Leosini: “Quella volta che la tv si è accesa da sola…”

foto / ansa
Franca Leosini si racconta al Corriere della Sera in una lunga intervista, mettendo in luce la sua umanità, fondamentale per affrontare i drammi raccontati durante il suo programma “Storie maledette”.
“Le signore stanno in salotto, i giornalisti sul marciapiede. Per te sono Franca” con queste parole Franca Leosini inizia la sua intervista al quotidiano.
La giornalista, di origine napoletana, proviene da una famiglia altoborghese e –come racconta- ha scelto di prendere il cognome del marito perché “non volevo che si dicesse che lavoravo grazie a papà”.

A 22 anni l’incontro a una festa con quello che diventerà poi suo marito e l’unico amore della sua vita. Intelligente, acuta, ha sempre avuto delle belle gambe ma ha preferito non mostrarle mai in pubblico, decidendo di bandire le gonne “dopo che un collega mi disse che non aveva capito nulla di quello che avevo detto perché guardava solo le mie gambe”.
Una donna intelligente che ha preferito mettere in mostra il cervello, piuttosto che puntare sull’aspetto fisico, rendendola una delle giornaliste più apprezzate e amate dal pubblico italiano.
I primi passi in tv con «Telefono Giallo», dove curava le inchieste e poi la co-conduzione di «Grandi Processi» con Sandro Curzi, fino alla consacrazione grazie al programma “Storie maledette” e al suo stile linguistico, ormai conosciuto come “lingua franca”.

Franca Leosini e il suo stile linguistico: “Io le parole non le ricerco, le possiedo”

Proprio riguardo alla ricercatezza del suo parlato, Franca Leosini afferma: “Io le parole non le ricerco, le possiedo. Non è che io parli in modo straordinario, è il linguaggio comune che si è impoverito. Io non faccio interviste, faccio narrative”.
Un lavoro meticoloso, mesi interi per prepararsi alla puntata, sapendo di trovarsi davanti a omicida, ma cercando di mantenere sempre intatto il suo spirito di umanità: “Dopo la storia dedicata a Mary Patrizio, la donna condannata per aver affogato nella vasca il figlio Mirko di cinque mesi, io capivo che quella donna stava male. Sapevo bene che era colpevole, ma io sono umana: alla fine, a telecamere spente, piansi per un quarto d’ora”.

Franca Leosini e il rapporto con gli intervistati: “Cerco di coltivare un distacco narrativo”

Non ha paura della verità Franca Leosini, lei che della ricerca del vero ne ha fatto una carriera e un precetto morale. Forse proprio per questo la giornalista rimane in contatto con i suoi intervistati. Sono tantissime, infatti, le lettere che riceve ogni settimana, moltissime hanno il timbro carcerario, a testimonianza di un’umanità che non è passata inosservata né, col tempo, dimenticata.
“Io analizzo per mesi queste persone- confessa la giornalista- Poi le ascolto. Impossibile non farsi un’idea. Ma se resto distante, dicono che sono di ghiaccio, se mostro un sentimento, dicono che faccio facile psicologia. Cerco di coltivare un distacco narrativo”.

Franca Leosini e Rudy Guede: “Mi chiama quasi ogni settimana”

Moltissimi gli intervistati che la ricordano e le scrivono “Rudy Guede mi chiama quasi ogni settimana” racconta Franca. Proprio del ragazzo imputato dell’omicidio di Meredith Kercher la Leosini si sbilancia, raccontando di come la sua sia stata “una delle storie più seguite e controverse”. Mesi dopo quella puntata, Guede ha ottenuto la possibilità di svolgere il tirocinio all’esterno in base all’articolo 21 dell’ordinamento carcerario: ancora una volta uno squarcio di luce e umanità nell’oscurità di un dramma che ha infiammato le cronache italiane per mesi.

Franca Leosini confessa di essere credente: “Tengo sempre in borsa i santini di Padre Pio”

Franca Leosini ammette di essere una fervente credente, ” tanto da tenere in borsa i santini di Padre Pio e di papa Giovanni. Quando mi rivedo in tv, la domenica sera, rigorosamente da sola o al massimo con mio marito, tengo in mano rosari e immagini di Padre Pio”.
Franca racconta anche di quando, una volta, fu testimone di un evento inspiegabile: “Ad un certo punto la televisione si è accesa da sola. E che cosa trasmetteva? Le immagini di papa Francesco in diretta da San Giovanni Rotondo, nel centenario dell’apparizione delle stimmate di san Pio. Una paura, altro che ghiaccio!” ricorda la giornalista di Storie maledette.

Franca Leosini e il fenomeno dei “leosiners”: “Ancora non me lo spiego”

Proprio grazie a questo programma, giunto alla sua quarta stagione, la Leosini è diventata una vera celebrity, soprattutto nel mondo social, dove i suoi fan, i cosiddetti “leosiners” si scatenano in commenti appassionati al termine di ogni puntata. Proprio riguardo al suo fan club, la giornalista si dimostra spiazzata, non riuscendo ancora a capire il perché di tanta ammirazione: “ Che dire? Forse in un mondo dove tutti parlano allo stesso modo, un linguaggio più curato e una trasmissione fatta inseguendo la qualità fa la differenza. Io però ancora non me lo spiego”.
Franca Leosini ricorda infine con soddisfazione quando, all’ultima presentazione dei palinsesti di Rai3, colleghi e giornalisti accreditati sono esplosi in una standing ovation quando è stato fatto il suo nome.
Un successo cresciuto e coltivato per anni con tenacia e spirito di sacrificio, una vera e propria “garanzia di solidità, in un’epoca di effimero”.