Il monologo di Paola Cortellesi contro la violenza sulle donne ai David di Donatello 2018

Paola Cortellesi ha aperto la 63°edizione dei David di Donatello con un lungo monologo sulle molestie contro le donne. 'Sono solo parole' afferma l'attrice romana sciorinando un lungo elenco di termini, da cortigiano a massaggiatore, che nella declinazione femminile assumono tutte lo stesso terribile significato: 'una mignotta'. Sul palco, vestite di nero, anche tutte le donne candidate, che recitano assieme le parole 'Se l'è andata a cercare' la summa della discriminazione dell'uomo sul genere femminile

Pubblicato da Giulia Martensini Giovedì 22 marzo 2018

Il monologo di Paola Cortellesi contro la violenza sulle donne ai David di Donatello 2018

foto / ansa

Paola Cortellesi ha recitato un monologo contro la violenza sulle donne ai David di Donatello.

L’attrice è stata protagonista di uno dei momenti più commoventi con un monologo toccante sulle donne e i loro diritti, aprendo così la 63° edizione degli oscar del cinema italiano. Introdotta dal conduttore Carlo Conti, l’attrice romana ha portato sul palco un monologo/riflessione – tratto da un testo scritto dal giornalista Stefano Bartezzaghi – in cui si sottolinea quante parole “preziose” che al maschile hanno un “significato legittimo”,ma se declinate al femminile “diventano un luogo comune” un po’ equivoco, ossia “un lieve ammiccamento verso la prostituzione“.

Paola Cortellesi, monologo ai David di Donatello “Sono solo parole?”

L’attrice romana inizia così un lungo elenco di termini maschili che al femminile hanno tutto un altro significato. Ed ecco come parole quali “massaggiatore”, “cortigiano””uomo di strada”, “uomo disponibile” che invece nella versione femminile indicano un solo ed unico riferimento: una mignotta.
“Non voglio fare la donna che critica” afferma la Cortellesi, ma è palese notare come “anche nel lessico noi donne siamo un pò discriminate”.”Sono solo parole” aggiunge l’attrice, ma l’incubo arriva quando queste stesse parole diventano l’interpretazione di un pensiero comune, discriminatorio verso il genere femminile.
Ed ecco che un bambino potrebbe iniziare a pensare che “le bambine sono meno importanti di lui”, percorrendo questa linea di pensiero fino all’età adulta, quando un uomo “potrebbe pensare che la donna deve essere pagata meno di lui”.
Sono solo parole, certo, ma se le parole fossero davvero la traduzione dei pensieri, allora l’uomo si sentirebbe in diritto di avvertire la donna “come sua proprietà”.

David di Donatello 2018, attrici sul palco contro la molestia contro le donne

Tutte sul palco poi per la conclusione del monologo della Cortellesi, dove le attrici italiane candidate, Jasmine Trinca( miglior attrice)Giovanna Mezzogiorno, Isabella Ragonese, Claudia Gerini, Serena Rossi ( miglior canzone originale)e Sonia Bergamasco hanno chiuso sulle parole più usate per discriminare il sesso ( non più debole).
Le attrici, vestite di nero sul palco, in omaggio al black code usato durante l’ultima edizione dei Golden Globe, hanno recitato
frasi come “guarda come vai vestita”, “sono cose da maschi””chissà quella che ha fatto per lavorare”. Obiezioni che le donne si sentono dire in continuazione, sminuendo quotidianamente le loro capacità personali e professionali. La chiusa è un corale “Se l’è andata a cercare” frase di rito maschilista usata ogni volta che una donna ha visto calpestare i suoi diritti.