Isabella Ferrari parla della sua malattia: ‘Speravo di non morire’

Qualche anno fa l'attrice ha scoperto di soffrire di una malattia rara - le è infatti stato molto difficile arrivare ad una diagnosi. Oggi Isabella Ferrari parla di questa sua malattia, rivelando la grande paura che ha vissuto in quei momenti.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Lunedì 22 ottobre 2018

Isabella Ferrari parla della sua malattia: ‘Speravo di non morire’
Foto: Ansa

Isabella Ferrari ripercorre uno dei momenti più drammatici della sua vita. Alcuni anni fa l’attrice ha iniziato a soffrire di una misteriosa malattia, di cui neanche i medici riuscivano a venire a capo. Dopo tanti esami, finalmente la diagnosi: si trattava di una malattia rara, per la quale solo da poco tempo c’è una cura. Isabella Ferrari ricorda con vividezza la paura di morire a causa di questa patologia, e oggi ne parla con il cuore più sereno, grazie alla ricerca che ha portato alla luce una terapia efficace.

Isabella Ferrari racconta la sua malattia

Ospite a Domenica In, l’attrice ha parlato un po’ della sua carriera e della sua vita privata, commuovendosi quando ha affrontato il delicato tema della sua malattia. Anni fa Isabella Ferrari ha infatti iniziato a provare degli strani sintomi: una mattina si è svegliata e ha scoperto di non sentire più le gambe, provando al contempo un forte dolore.

La corsa dal proprio medico e l’apparentemente infinita ricerca di una causa al suo problema di salute hanno caratterizzato i seguenti mesi della sua vita. Ma alla fine è arrivata la diagnosi. La sua è una malattia autoimmune molto rara, di cui ha preferito non fare il nome: “Su internet ci sono molte cose che fanno paura”. Fortunatamente, da qualche tempo c’è una cura per questa malattia.

Ma per sempre Isabella Ferrari ricorderà la grande paura che ha provato in quel periodo: “Speravo non si trattasse di un male mortale. È stato un periodo molto duro, la paura la vedevo negli occhi degli amici, della famiglia, delle persone che mi volevano bene, non ho mai perso la mia quotidianità”.E di grande aiuto è stato il trovare il coraggio nel continuare a prendersi cura dei suoi cari: “Il fare non mi ha fatto pensare”.