Isola dei Famosi, Don Mazzi su Francesco Monte: ‘Se avesse bisogno, qui troverebbe le porte aperte’

Non si arresta lo strascico del dibattito intorno al marijuana-gate scatenato dalle accuse di Eva Henger contro Francesco Monte all'Isola dei Famosi 13. Nella platea di personalità intervenute sulla vicenda, peraltro priva di conferme, anche don Antonio Mazzi, che ha rivolto all'ex naufrago un particolare appello, qualora avesse bisogno.

Pubblicato da Giovanna Tedde Lunedì 12 febbraio 2018

Isola dei Famosi, Don Mazzi su Francesco Monte: ‘Se avesse bisogno, qui troverebbe le porte aperte’
Foto / ansa

Don Mazzi lancia un appello a Francesco Monte: “Se avesse bisogno, qui troverebbe le porte aperte”. Con queste parole, il prete della comunità Exodus si dice pronto a dare una mano all’ex tronista Francesco Monte in caso ne avesse necessità. Monte è reduce dallo scandalo droga sollevato da Eva Henger all’Isola dei Famosi 2018, che rigetta con forza. Don Antonio Mazzi ha parlato al settimanale DiPiù, con qualche nota critica al reality.

L’appello di don Antonio Mazzi

È dalle colonne del settimanale DiPiù che don Antonio Mazzi rivolge il suo appello all’ex naufrago Francesco Monte, reduce dallo scandalo droga sollevato dalle accuse di Eva Henger mosse al suo indirizzo.
Il prete della comunità Exodus, da sempre in prima linea nella battaglia contro le tossicodipendenze, ha offerto la sua piena disponibilità qualora Francesco ne avesse bisogno: “Qui troverebbe le porte aperte’.
“L’Isola dei Famosi è equivoca. Si fa tutto per creare notizia – prosegue don Mazzi – per creare interesse (…). Finché si fa spettacolo con il gossip ci può stare, ma quando in ballo c’è la droga, la questione è molto più grave”.

Francesco Monte rigetta le accuse della Henger

E nonostante l’ex pornodiva non accenni ad arretrare di un millimetro rispetto alla sua versione dei fatti, le accuse piovute su Francesco Monte hanno incassato il pieno rigetto dell’ex naufrago.
Si dice assolutamente estraneo a quanto affermato dalla Henger, pronto a combattere per tutelarsi in sede legale dopo il canna-gate.