Ivan Cattaneo si confessa: ‘A 13 anni in ospedale psichiatrico’

Le parole dell'ex gieffino hanno aperto un varco inaspettato sul suo passato: nessuno avrebbe mai immaginato che potesse aver subito tante sofferenze sin dalla tenera età. Il motivo? Ancora una volta, il pregiudizio...

Pubblicato da Giovanna Tedde Venerdì 23 novembre 2018

Ivan Cattaneo si confessa: ‘A 13 anni in ospedale psichiatrico’

La vita di Ivan Cattaneo è tornata prepotentemente alla ribalta con la sua partecipazione al GF Vip 3. Questa volta, l’artista ha deciso di aprire le porte del suo dolore più intimo e inedito al grande pubblico, parlando della sua vera storia. Un momento molto delicato lo ha visto sull’orlo del precipizio, tra voglia di vivere la propria identità e l’incubo del pregiudizio.

Ivan Cattaneo svela il suo dolore

A Verissimo arriva un Ivan Cattaneo solare come sempre, frizzante e travolgente. Ma è anche un uomo che ha deciso di fare i conti con la sua verità, mettendola a nudo davanti a uno schermo.

La sua infanzia non è sempre stata facile, anzi: a 13 anni è finito in un ospedale psichiatrico. “Mi ero innamorato di un ragazzo, ma all’epoca avevo letto sui giornali che questi gay, definiti ‘mostri’, per innamorarsi e curare la loro imperfezione, dovevano diventare donne. Quindi, per avere questo ragazzo pensavo di dover diventare una donna, anche se non lo volevo, e sono andato a dirlo a mia mamma. Lei mi ha portato da un dottore e gli ha detto che ero gay”.

Inizia così l’intimo affondo nelle radici del suo dolore, davanti a una silenziosa e attenta Silvia Toffanin. “Purtroppo si è fidata di questo dottore e così mi hanno mandato in un ospedale psichiatrico, dove mi facevano dormire in continuazione e mi sedavano e basta. A un certo punto, quindi, ho capito che dovevo difendermi dal mondo perché nessuno mi avrebbe mai aiutato e ho deciso di dire che ero guarito, che stavo benissimo e non ho più affrontato il problema“.

Ma prima del suo debutto nel mondo dello spettacolo, Cattaneo ha attraversato un altro capitolo di una tortuosa esistenza: “In seminario sono entrato nel 1965. Mi sarebbe piaciuto diventare prete, più che altro era l’unica possibilità, non vedevo altre vie e poi i miei erano molto poveri e in seminario si poteva spendere di meno per tenere i ragazzi in collegio. Sono stato lì ma piangevo e non stavo bene: mi hanno mandato in seminario per non farmi avere nessun contatto col mondo. È stata una grande sofferenza, anche perché allora non si parlava tranquillamente di gay“.

Infine il grande vuoto della solitudine: “Avevo qualcuno che mi aspettava fuori dalla casa del GF, ma ho scoperto che si è innamorato di un’altra persona. Lui è bisex, ha conosciuto una ragazza e si è messo con lei. Io, però, sono felice che lui abbia trovato una persona e così mi sono messo in disparte come al solito. Era l’unico motivo che mi rendeva felice quando sono uscito dalla Casa del Grande Fratello, perché non volevo andarmene“.

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