Jennifer Kent, insulti dopo la proiezione del suo film a Venezia 2018

Al termine della proiezione del suo film "The Nightingale", in anteprima al Festival del Cinema di Venezia 2018, la regista australiana Jennifer Kent è stata pesantemente insultata.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Venerdì 7 settembre 2018

Jennifer Kent, insulti dopo la proiezione del suo film a Venezia 2018
Foto: Ansa

Jennifer Kent ha presentato il suo ultimo film al Festival di Venezia 2018 ed è stata insultata. La regista australiana, unica donna che ha partecipato alla Mostra del Cinema, ha portato sul palco “The Nightingale” – una storia di stupri e infanticidio, ambientata nella Tasmania del 1825. La pellicola tratta di temi complessi e controversi, ma nessuno si aspettava una reazione del genere dal pubblico. Ecco che cosa è successo.

Jennifer Kent insultata per “The Nightingale”

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The Nightingale Jennifer Kent dirige questo revenge movie australiano in maniera impeccabile tenendoti inchiodato alla poltrona per tutta la durata del film. Un film duro con scene decisamente forti che possono turbare lo spettatore con in sottofondo la condizione degli aborigeni trattata in maniera non banale a differenza di Sweet Country dello scorso anno. Sam Claflin probabilmente nel ruolo migliore della sua carriera. Il sole splenderà Voto 4/5 Jennifer Kent directs this impeccable Australian revenge movie keeping you nailed to the seat for the duration of the film. A hard film with very strong scenes that can disturb the viewer with the background of the aboriginal condition treated in a non-trivial way unlike last year's Sweet Country. Sam Claflin probably in the best role of his career. The sun will shine 4/5 #movie #instamovie #thenightingale #jenniferkent #samclaflin #aislingfranciosi #damonherriman #venicefilmfestival #mostradelcinemadivenezia #venezia75 #venice75 #baykaliganambarr #ewenleslie #charlieshotwell #tasmania #war #soldiers #revenge #potd #review

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Al termine della proiezione del suo film al Festival di Venezia 2018, la regista Jennifer Kent ha sentito chiaramente – così come gli altri presenti – una voce maschile che si alzava dal pubblico per gridare: “Vergogna p*ttana, fai schifo!”. Un insulto terribile, che ha lasciato tutti di stucco.

La regista australiana ha commentato così l’accadimento: “È importante reagire con compassione e amore all’ignoranza. Si tratta di una storia che deve essere raccontata nel 2018. Essere l’unica donna regista non mi rende felice, mi piacerebbe avere altre sorelle registe qui. Il compito del cinema è riflettere il mondo, e certo il rapporto uomini/donne qui è squilibrato. Il tema è molto importante. Il mio film parla di rispetto delle donne che non sono il solo gruppo sociale sottorappresentato. È una strada lunga”.

La risposta di Sharif Meghdoud

Poche ore dopo l’increscioso episodio, l’autore del gesto esce allo scoperto su Facebook: “Sono stato io l’uomo che ieri sera, alla proiezione stampa, ha gridato un insulto deplorevole alla regista una volta apparso il suo nome. Un rigurgito uscito da una bocca che non pensava né a quello che diceva né alle relative conseguenze. Di base non sono contrario ai fischi e insulti alle fine delle proiezioni ai festival, ma il mio gesto di ieri sera è da condannare per la sua natura estremamente esplicita e offensiva” – spiega Sharif Meghdoud.

“Vorrei innanzitutto chiedere scusa a tutte le persone che si sono sentite offese dal mio gesto, alla regista Jennifer Kent alla quale auguro una splendida carriera e alla Biennale di Venezia e i direttori Paolo Baratta e Alberto Barbera per la brutta figura che ho fatto fare a livello internazionale” – conclude poi l’uomo. “Il gesto non è da pensare come attacco maschilista o misogino, le scelte delle parole sono importanti è vero – soprattutto all’interno del clima attuale – e la parola incriminante poteva essere quella come un’altra”.