Ilary Blasi, la dedica a Francesco Totti per il suo addio al calcio

Tutto il mondo del calcio a prescindere dalla propria fede calcistica, ieri si è stretto intorno a Francesco Totti per il suo ultimo giorno da capitano e calciatore della Roma dopo 25 anni. A sostenere e incoraggiare Er Pupone allo Stadio Olimpico, la moglie Ilary Blasi e i figli Christian, Chanel e Isabel

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    La dedica di Ilary Blasi a Francesco Totti per il suo addio al calcio rimarrà un ricordo indelebile come l’intera giornata di ieri, in cui tutto il mondo del calcio, a prescindere dalla fede calcistica si è stretto intorno al capitano per il suo ultimo giorno all’Olimpico, tutto esaurito da giorni. Il Totty Day è stato emozionante dall’inizio alla fine: dall’ingresso in campo alla lettera che il campione ha voluto regalare ai suoi tifosi e in particolare alla curva sud. Il momento più magico, l’abbraccio a fine partita e dopo il primo giro di cambio di Totti alla sua famiglia, la moglie Ilary Blasi e i figli Christian, Chanel e Isabel. La conduttrice per l’occasione ha indossato una tshirt con la scritta “6 Unico”, a ricordare la celebre “6 Unica” che lui le dedicò dal campo all’inizio della loro storia.

    La famiglia vicino a Totti

    Come svelato dalla foto postata su Instagram dalla sorella di Ilary, Melory Blasy, la conduttrice del Grande Fratello Vip non era l’unica ad indossare la T-shirt con la dedica speciale al marito. Poche ore prima dell’ultima partita di Francesco Totti con la maglia della Roma, la sua famiglia e gli amici più cari hanno fatto incursione a Trigoria per mostrargli tutto il loro affetto e sostegno. Ecco parenti e amici sugli scalini di fronte all’ingresso del centro sportivo, che gli ricordano di essere unico, proprio come fece lui per l’allora fidanzata Ilary nel derby del 10 marzo 2002, quando dopo un gol si alzò la maglia mostrando la frase “Sei unica” e annunciando al mondo intero il loro amore.

    Ilary e Totti, uniti come il primo giorno

    Francesco Totti e Ilary Blasi hanno mostrato ancora una volta quanto sia forte il loro amore nato 16 anni fa e coronato prima dal matrimonio il 19 giugno 2005 e poi dalla nascita dei loro tre bellissimi bambini: Christian nato lo stesso anno, Chanel nel 2007 e Isabel a marzo 2016. “È la persona più importante che ho vicino, mi dà serenità. È unica in tutto”, ha detto Er Pupone della splendida moglie, che lo ha colpito al primo sguardo. “Mi ha colpito subito, appena ho incrociato il suo sguardo”, ha rivelato il campione, “mi sono detto: questa è la donna della mia vita”.

    La lettera di Francesco Totti ai tifosi

    Uno dei momenti più commoventi della festa d’addio di Francesco Totti, la lettera che ha scritto per i suoi tifosi, da 25 anni al suo fianco. Per scriverla, lui stesso ha ammesso di aver chiesto aiuto alla moglie per raccontare la sua vita votata ai colori giallorossi.

    “Grazie Roma, grazie a mamma e papà, grazie a mio fratello, ai miei parenti, ai miei amici. Grazie a mia moglie e ai miei tre figli. Ho voluto iniziare dalla fine, dai saluti, perché non so se riuscirò a leggere queste poche righe. È impossibile raccontare ventotto anni di storia in poche frasi”, ha iniziato il 40enne non riuscendo a trattenere la commozione.

    “Mi piacerebbe farlo con una canzone o una poesia, ma io non sono capace di scriverle e ho cercato, in questi anni, di esprimermi attraverso i miei piedi, con i quali mi viene tutto più semplice, sin da bambino. A proposito, sapete quale era il mio giocattolo preferito? Il pallone ovviamente! Lo è ancora. Ma a un certo punto della vita si diventa grandi, così mi hanno detto e cosi il tempo ha deciso. Maledetto tempo. È lo stesso tempo che quel 17 giugno 2001 avremmo voluto passasse in fretta: non vedevamo l’ora di sentire l’arbitro fischiare tre volte. Mi viene ancora la pelle d’oca a ripensarci. Oggi questo tempo è venuto a bussare sulla mia spalla dicendomi: “Dobbiamo crescere, da domani sarai grande, levati i pantaloncini e gli scarpini, perché tu da oggi sei un uomo e non potrai più sentire l’odore dell’erba così da vicino, il sole in faccia mentre corri verso la porta avversaria, l’adrenalina che ti consuma e la soddisfazione di esultare”, ha continuato Totti facenso qualche pausa per riprendere fiato.

    “Mi sono chiesto in questi mesi perché mi stiano svegliando da questo sogno. Avete presente quando siete bambini e state sognando qualcosa di bello… e vostra madre vi sveglia per andare a scuola mentre voi volete continuare a dormire…e provate a riprendere il filo di quella storia ma non ci si riesce mai… Stavolta non era un sogno ma la realtà.

    E adesso non posso più riprenderlo, il filo. Io voglio dedicare questa lettera a tutti voi, ai bambini che hanno tifato per me, a quelli di ieri che ormai sono cresciuti e forse sono diventati padri e a quelli di oggi che magari gridano “Tottigol”. Mi piace pensare che la mia carriera diventi per voi una favola da raccontare. Ora è finita veramente. Mi levo la maglia per l’ultima volta. La piego per bene anche se non sono pronto a dire basta e forse non lo sarò mai”, ha proseguito er Pupone tra l’ovazione del pubblico.

    “Scusatemi se in questo periodo non ho rilasciato interviste e chiarito i miei pensieri, ma spegnere la luce non è facile. Adesso ho paura. E non è la stessa che si prova di fronte alla porta quando devi segnare un calcio di rigore. Questa volta non posso vedere attraverso i buchi della rete cosa ci sarà “dopo”. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore, quello che mi avete sempre dimostrato. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina e a buttarmi in una nuova avventura.

    Ora è il momento di ringraziare tutti i compagni di squadra, i tecnici, i dirigenti, i presidenti, tutte le persone che hanno lavorato accanto a me in questi anni. I tifosi e la Curva Sud, un riferimento per noi romani e romanisti. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Siete e sarete sempre la mia vita: smetterò di emozionarvi con i piedi ma il mio cuore sarà sempre lì con voi. Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso, che sono un uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato ventotto anni di amore.”, ha poi concluso il Capitano che rimarrà nella storia della Roma, della Nazionale e del Calcio Internazionale.

    Francesco Totti