Tiberio Timperi rinviato a giudizio per aver diffamato la ex moglie

Dopo la separazione dalla moglie, Tiberio Timperi ha dichiarato in più occasioni di aver dovuto affrontare innumerevoli difficoltà nel mantenere un rapporto con il figlio parlando di 'sottrazione di minore' da parte della ex. A causa delle pesanti dichiarazioni, il conduttore rischia una pena pecuniaria di mille euro con l’accusa di diffamazione

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    Tiberio Timperi rinviato a giudizio per aver diffamato la ex moglie

    Tiberio Timperi è stato riviato a giudizio per aver diffamato la ex moglie. Dopo la separazione dall’ex consorte Orsola Gazzaniga, il noto conduttore tv si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni molto pesanti sugli ostacoli incontrati dai papà divorziati sottolineando poi la sua difficoltà nel vedere il figlio, parlando di “sottrazione di minore” da parte della ex moglie. Ora Timperi rischia di dover pagare mille euro per le dure affermazioni. La sentenza è prevista per il prossimo 25 gennaio.

    Tiberio Timperi in tribunale per le accuse alla ex moglie

    Era il settembre 2010 quando Tiberio Timperi affidava alla stampa una lettera in cui raccontava per filo e per segno le difficoltà nel mantenere un legame con il figlio dopo la separazione dalla moglie, che grazie al sistema “può ostacolare il rapporto padre-figlio”. Per queste dichiarazioni, il volto Rai ora rischia una pena pecuniaria di mille euro con l’accusa di diffamazione nei confronti dell’ex consorte Orsola Gazzaniga.

    Subito dopo la missiva, Timperi aveva denunciato la ex riferendo di essere stato costretto a chiamare i carabinieri per vedere il figlio dopo essere stato per ore davanti alla porta di casa della donna.

    “Noi padri separati chiediamo giustizia – aveva gridato a gran voce Tiberio – Sono un bravo papà, mi hanno tratto come fossi un criminale. La mia colpa? Quella di essere un affidatario in seconda, in un paese matriarcale dove la legge continua a essere più uguale per le mamme”.

    “Io non posso vedere liberamente mio figlio, nonostante questo sia esplicitamente previsto nel provvedimento del tribunale.(…) Non riesco a parlarci per telefono. La madre non risponde ai carabinieri né ai miei telegrammi: anche il suo avvocato non risponde ai fax del mio. Questo si chiama sottrazione di minore, minore che può essere manipolato da una madre malevola”, aveva poi ribadito durante una trasmissione radiofonica.

    La pronuncia della sentenza è prevista per il prossimo 25 gennaio.