Eros Ramazzotti confessa: ‘Matteo Salvini? Smaschera l’ipocrisia generale’

Il celebre cantante tira le fila dei suoi primi 55 anni di vita, raccontandosi a cuore aperto. Dalla sua infanzia serena al difficile esordio nel mondo della musica, fino al grande successo che lo ha travolto: ecco Eros Ramazzotti racchiuso in una lunga intervista.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Mercoledì 12 settembre 2018

Eros Ramazzotti confessa: ‘Matteo Salvini? Smaschera l’ipocrisia generale’
Foto: Instagram

Eros Ramazzotti ha deciso di raccontarsi senza alcun filtro, parlando non solo della sua vita, ma anche di alcuni temi di attualità. Il cantante, autore di grandissimi successi che hanno fatto la sua fortuna, è prossimo ad uscire con il suo 15esimo album in studio, intitolato “Vita ce n’è”. Il nuovo lavoro di Eros Ramazzotti sarà disponibile a partire dal 23 novembre 2018, e i fan sono in trepidante attesa.

Eros Ramazzotti, l’infanzia e il successo

Alla soglia dei suoi 55 anni, il cantante spalanca le porte del suo cuore ai fan, raccontandosi senza tralasciare alcun dettaglio. Eros Ramazzotti, in una lunga intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair, ripercorre la sua vita, a partire dall’infanzia felice e serena, seppure vissuta in condizioni umili. Da ragazzino venne scelto da Fellini per fare la comparsa in Amarcord, esperienza che gli diede davvero molto.

Il suo esordio nel mondo della musica fu molto precoce: già a 5 anni, Eros suonava con passione. Il suo periodo da autodidatta “di merda” – così si è definito egli stesso – si concluse con l’arrivo di un successo del tutto inaspettato. E ora ricorda senza alcun rancore alcuni dei momenti più difficili della sua gioventù: “Dicevano che invece di cantare belavo? Me ne sono sempre fregato. Scherzavano sul fatto che avessi la mascella come l’uomo di Neanderthal? Ci ridevo e pensavo: ‘sti c*zzi”.

Eros Ramazzotti e la politica

Il suo primo contatto con la politica Eros lo deve a suo padre, un uomo che “immaginava un mondo equo in cui a tutti toccasse in sorte un pezzo di pane. Era utopia e lo scoprì sulla sua pelle. La tessera del Pci la presi anche io, ma solo per sei mesi. Alle ultime elezioni ho votato 5 Stelle e lo rifarei. Ci vuole tempo per cambiare e migliorare l’Italia: parliamo di decenni, non di un anno o due”.

E sul conto di Matteo Salvini, ministro dell’interno del nuovo governo Conte, non ha dubbi. “Non avrebbe firmato un appello contro di lui che a volte gli appare ‘duro e pesante’, ma non pensa che abbia tutti i torti ‘in assoluto’ e possa vantare almeno un pregio: ‘Smaschera l’ipocrisia generale'” – si legge sulle pagine di Vanity Fair.