Whitney Houston abusata dalla cugina, la rivelazione nel docu-film sulla cantante

Il documentario sulla vita di Whitney Houston, la celebre cantante scomparsa nel 2012 a soli 48 anni, porta alla luce un dettaglio drammatico del suo passato. Secondo alcune fonti, infatti, l’artista sarebbe stata abusata da sua cugina Dee Dee Warwick.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Giovedì 17 maggio 2018

Whitney Houston è stata abusata sessualmente da sua cugina Dee Dee Warwick, la notizia sconvolgente emerge da alcune dichiarazioni presenti nel docu-film sulla cantante, presentato in questi giorni al Festival di Cannes. Il documentario “Whitney”, girato dal regista scozzese Kevin Macdonald, porta alla luce alcuni dettagli inquietanti sul passato dell’artista americana, morta per annegamento in una vasca da bagno nel 2012, quando aveva solo 48 anni. Sono diverse le fonti che fanno emergere un possibile episodio di violenza sessuale ai danni di Whitney Houston.

Whitney Houston, l’abuso della cugina

Una vita passata tra i tormenti, vittima delle violenze del marito e della dipendenza da cocaina: Whitney Houston ha sofferto molto, e adesso un nuovo tassello si aggiunge al suo passato così travagliato. Nelle scorse ore il regista scozzese Kevin Macdonald ha presentato a Cannes il suo docu-film “Whitney”, dedicato alla vita della cantante.

Nel documentario si affronta anche il tema degli abusi sessuali: il primo a parlarne è il fratellastro della Houston, l’ex giocatore di basket Gary Garland. L’uomo sostiene che sia lui che Whitney sono stati abusati da una parente di sesso femminile, quando avevano tra i 7 e i 9 anni.

Le dichiarazioni di Garland sembrano trovare conferma nelle parole di Mary Jones, l’assistente personale di Whitney. L’artista le avrebbe in passato confidato di essere stata violentata da sua cugina, Dee Dee Warwick. Quest’ultima è la sorella della più famosa Dionne Warwick, nonché nipote della mamma di Whitney, Cissy Houston.

Anche il regista Macdonald ha rivelato di aver pensato ad un passato di abusi sessuali: “C’era qualcosa di molto disturbato in lei, come se non si sentisse mai a proprio agio nei suoi panni. Sembrava asessuata” – ha spiegato in un’intervista rilasciata a Vanity Fair.

“Era una donna bellissima, ma non era mai particolarmente sexy. Ho visto e fatto delle riprese con persone che avevano subito abusi sessuali durante l’infanzia e c’era qualcosa nel suo modo di fare che mi ricordava quel tipo di comportamento. Poco dopo averlo pensato, qualcuno mi ha detto di essere stato informato che Whitney era stata vittima di abusi e questo credo sia uno dei motivi principali che stanno dietro la sua auto-tortura”.